
Tuteliamo la corretta applicazione delle norme a garanzia dei vostri diritti di lavoratori.
Ai lavoratori dipendenti offriamo Consulenza, Assistenza Stragiudiziale e Assistenza Giudiziale in via esemplificativa nelle seguenti materie e questioni di Diritto del Lavoro:
- Esame CCNL e altri contratti di riferimento;
- questioni relative a contratti a tempo indeterminato, a tempo determinato/termine, a tempo pieno e a tempo parziale/part time, altre figure contrattuali ammesse, apprendistato;
- questioni su categoria, qualifiche e mansioni;
- questioni su trattamenti economici (retribuzione, straordinario, indennità varie, benefits, premi, etc.);
- mobbing, molestie, discriminazioni (sesso, età, maternità, disabilità, razza, religione);
- agenzia e patto di non concorrenza;
- questioni relative a conservazione diritti in caso di cessione d’azienda o ramo della medesima;
- questioni in caso di trasferimento;
- questioni connesse alla sicurezza sul lavoro;
- risarcimento danno da parte datoriale in caso di infortuni sul lavoro e/o malattie professionali;
- impugnazione contestazioni e sanzioni disciplinari conservative;
- impugnazione licenziamento;
- Consulenza per nuovi contratti di assunzione;
- consulenza per gestione cambio datore di lavoro.
Domande frequenti
Come far valere i propri diritti?
Due i presupposti essenziali per far valere i propri diritti: a) Rispettare i termini entro i quali fare ricorso Conoscere l’esistenza dei termini entro i quali i propri diritti possono essere legittimamente promossi e rispettarli, a pena di decadenza (ad es. in caso…
Mio marito / mio padre è mancato dopo un periodo di malattia nel corso del quale è emerso che fosse affetto da una patologia tumorale, ma non abbiamo un riconoscimento INAIL di malattia professionale; come si fa ad essere ragionevolmente sicuri del fatto che la patologia tumorale fosse amianto correlata e che tale patologia abbia causato o concausato il decesso?
La patologia tumorale asbesto correlata si manifesta anche a decenni di distanza dal periodo in cui il lavoratore era stato esposto al rischio di inalazione di fibre e corpuscoli dell’amianto e non sono infrequenti i casi di coloro che manifestano la patologia…
Cosa si può fare in presenza di un’autopsia attestante che il decesso sia stato determinato da una patologia tumorale e la presenza di un numero di fibre e corpuscoli di amianto tale da far ritenere che la patologia tumorale sia stata a sua volta contratta a causa di un’esposizione lavorativa all’amianto?
L’autopsia può servire al coniuge superstite per vincere eventuali resistenze dell’INAIL e vedersi riconoscere il diritto alla rendita ai superstiti. L’autopsia, inoltre, può servire al coniuge superstite e ai figli per promuovere una causa civile di risarcimento…
Quali sono i danni di cui il coniuge sopravvissuto e i figli possono chiedere il risarcimento all’ex datore di lavoro del proprio caro defunto a causa di una patologia contratta per l’attività lavorativa svolta presso quello?
Premesso che la disciplina della materia è frutto dell’elaborazione giurisprudenziale ed è soggetta a periodici assestamenti, precisazioni e chiarimenti che impongono la necessità di approfondito esame e studio dei singoli casi concreti, in via generale si può…
Ha senso agire in causa contro l’ex datore di lavoro del caro defunto per il risarcimento in via successoria dei danni da esso sofferti nonché dei danni da me personalmente sofferti a causa della perdita del rapporto parentale?
Il lungo tempo trascorso tra l’esposizione lavorativa all’amianto in cui verosimilmente si è contratta la patologia tumorale, la manifestazione della stessa e il decesso comporta spesso che nel frattempo sia cessato di esistere l’ex datore di lavoro dell’epoca, il che…
La accertata patologia tumorale polmonare causativa del decesso è sempre ascrivibile a un’accertata esposizione lavorativa all’amianto del defunto?
La risposta a tale domanda è medica specialistica e nei processi in materia la decisione sul punto viene sempre, infine, demandata alla Consulenza Tecnica d’Ufficio medico legale disposta dal Giudice. In tale prospettiva si può solo dire che, allo stato, si ritiene…
E’ contestabile il licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta?
Tale ipotesi di licenziamento non è per malattia (per sua natura transeunte) e non gli si applica, quindi, la disciplina della conservazione del posto di lavoro per il periodo di comporto. Tale licenziamento rientra nella categoria di quello per giustificato motivo…
E’ legittimo che sia stato licenziato per superamento del periodo di comporto computando in esso anche periodi di assenza dal lavoro connessi a un infortunio sul lavoro o a malattia professionale riconosciuti dall’INAIL?
In passato si riteneva che solo la malattia comune, gestita dall’INPS, fosse computabile nel periodo di comporto e non quella di competenza dell’INAIL, in quanto connessa alla prestazione lavorativa. La giurisprudenza, invece, ritiene che l’origine professionale della…
Ci sono termini da rispettare per impugnare il licenziamento per superamento del periodo di comporto?
Sì e sono quelli soliti, previsti a pena di decadenza, dell’impugnazione stragiudiziale entro 60 gg. dalla comunicazione del licenziamento e dell’impugnazione giudiziale entro 180 gg. dall’effettuazione di quella stragiudiziale
E’ legittimo che sia stato licenziato per superamento del periodo di comporto dopo che avevo già ripreso a lavorare?
Decorso il periodo di comporto il datore di lavoro ha diritto di risolvere il rapporto di lavoro, sicchè il mantenimento di tale rapporto rientra in una sua facoltà discrezionale, correlata all’interesse dell’impresa. La valutazione di tale interesse aziendale può…
Il datore di lavoro è obbligato a concedermi le ferie o l’aspettativa che gli chieda durante il periodo di malattia?
In linea generale no. Il rifiuto delle ferie, però, deve rispondere alle clausole generali di correttezza e buona fede, sicchè deve essere motivato da ragioni organizzative aziendali ostative, non generiche, ma concrete ed effettive
Come posso cercare di evitare di esaurire il periodo di comporto e così il conseguente licenziamento?
Bisogna riprendere a lavorare prima del decorso del periodo di comporto. Occorre calcolare bene il decorso del tempo corrispondente al periodo per cui ho contrattualmente diritto alla conservazione del posto di lavoro a causa di malattia, considerando che in tale…
Sono stato licenziato per superamento del periodo di comporto senza che il datore di lavoro mi avesse avvisato che tale periodo stava per terminare, è legittimo tale comportamento?
Sì. Il licenziamento per superamento del periodo di comporto non richiede che il datore di lavoro avvisi il dipendente della prossima scadenza di tale periodo
Che cos’è il licenziamento per superamento del periodo di comporto?
E’ un’ipotesi particolare di licenziamento, diversa sia da quello disciplinare che da quello per giustificato motivo oggettivo. Il lavoratore, infatti, ha diritto alla conservazione del posto di lavoro quando si assenta e non esegue la prestazione lavorativa a causa…
Vale la pena impugnare una sanzione disciplinare conservativa in sede giudiziale?
Spesso sono diverse le ragioni per le quali non si impugna la sanzione conservativa in sede giudiziale e tra esse si possono ipotizzare la difficoltà di provare nel caso concreto l’infondatezza dei fatti addebitati e il conseguente timore di vedersi rigettare la…
Ho ricevuto dal datore di lavoro una lettera in cui mi contesta determinati comportamenti che avrei tenuto sul lavoro e di giustificarmi entro un certo termine, cosa devo fare?
Occorre presentare delle giustificazioni scritte nel termine indicato, coinvolgendo immediatamente un esperto che mi aiuti a comprendere il significato della contestazione disciplinare alla luce dei fatti addebitatimi e le possibili conseguenze, allo scopo di esporre…
Cosa sono le sanzioni disciplinari conservative?
Le sanzioni disciplinari conservative del rapporto di lavoro sono quelle diverse dal licenziamento e consistono nel rimprovero verbale, il rimprovero scritto, la multa per un importo non superiore a 4 ore della retribuzione di base, la sospensione dalla prestazione…
Ho ricevuto dal datore di lavoro una lettera di contestazione disciplinare, ho risposto dando le mie giustificazioni scritte ed ho ricevuto una sanzione disciplinare conservativa, cosa posso fare?
Posso impugnare la sanzione o promuovendo, entro 20 giorni da che mi è stata comunicata e tramite l’Ufficio territoriale del lavoro, un collegio di conciliazione ed arbitrato o rivolgendomi al Tribunale entro l’ordinario termine di prescrizione. Quanto al ricorso al…
C’è un termine entro il quale si può impugnare una sanzione disciplinare conservativa?
Se decido di impugnare la sanzione promuovendo un collegio di conciliazione ed arbitrato devo farlo entro 20 giorni da che mi è stata comunicata. Se decido di impugnare la sanzione in sede giudiziaria sono soggetto all’ordinario termine di prescrizione
Sono un Dirigente, come faccio ad assicurarmi di ricevere un adeguato ristoro economico nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro?
Molto dipende da quanto è stato concordato in sede di contratto di assunzione pensando a tale ipotesi ed è quindi fondamentale il consiglio di un esperto prima di tale stipula, magari già nella fase delle prime trattative sfocianti nell’impegno di assunzione.
Sono un Dirigente ed ho ricevuto una lettera di contestazione disciplinare, mi si applicano le tutele del procedimento disciplinare previste anche per gli altri dipendenti?
Sì.
Sono un Dirigente ed ho ricevuto una lettera di contestazione disciplinare per miei comportamenti extralavorativi, è corretto?
In linea di massima potrebbe esserlo; mentre gli altri dipendenti rispondono disciplinarmente solo per comportamenti lavorativi, il Dirigente, a causa dell’elevato rapporto di fiducia che lo lega al datore di lavoro, può essere chiamato a rispondere anche per propri…
Al termine del procedimento disciplinare ho ricevuto dal datore di lavoro lettera di licenziamento, cosa posso fare per contestarlo?
Devo comunicare per iscritto al datore di lavoro che impugno il licenziamento e lo devo fare a pena di decadenza entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione, altrimenti non potrò più discuterlo.
E’ sufficiente per contestare il licenziamento impugnarlo entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione?
No. La comunicazione al datore di lavoro dell’impugnazione del licenziamento effettuata entro 60 giorni dalla sua ricezione può bastare per avviare trattative volte a cercare una soluzione stragiudiziale e anche per trovarla, sapendo però che se non si trova una…
Sono stato licenziato senza ricevere prima una lettera di contestazione disciplinare, è corretto?
Si se si tratta di licenziamento per giustificato motivo oggettivo e lavoro per un’impresa che ha meno di 15 dipendenti (5 se si tratta di un’impresa agricola). Se lavoro per un’impresa avente più di 15 dipendenti (più di 5 se agricola) il licenziamento per…
Il termine di 60 giorni per comunicare al datore di lavoro l’impugnazione del proprio licenziamento e quello successivo di 180 giorni entro cui agire in giudizio si applicano anche all’impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo?
Sì.
Che cos’è il licenziamento per giusta causa?
E’ il licenziamento del dipendente che ha tenuto un comportamento tale da rendere impossibile la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro, facendo venire meno in maniera irreparabile il rapporto di fiducia con il datore di lavoro.
Ci sono eccezioni all’obbligo di comunicare al datore di lavoro l’impugnazione del licenziamento entro 60 giorni dalla sua ricezione e quindi di agire entro i successivi 180 giorni?
Sì, tali termini non si applicano quando si impugna il licenziamento ritenendolo viziato da una ragione di nullità prevista dalla Legge (perché orale o comminato ad una lavoratrice incinta o in concomitanza del matrimonio, o discriminatorio o per motivo illecito…
Che cos’è il licenziamento per giustificato motivo soggettivo?
E’ il licenziamento del dipendente che si ritiene abbia realizzato un notevole inadempimento ai propri obblighi contrattuali nei confronti del datore di lavoro, ad esempio perché non ha svolto in maniera corretta i compiti assegnati cagionando un danno o per cumulo di…
Sono un Dirigente ed ho ricevuto la lettera di licenziamento, sono obbligato anch’io dal rispetto dei termini di 60 giorni per comunicare l’impugnazione al datore di lavoro e dei successivi 180 giorni entro cui agire giudizialmente previsti a pena di decadenza per gli altri dipendenti?
Non c’è una norma che estenda anche ai Dirigenti l’applicazione dei termini di decadenza per impugnare il licenziamento previsti per gli altri dipendenti (Operai, Impiegati e Quadri) e quindi si sostiene che tali termini non si applichino all’impugnazione del…
Che natura hanno il licenziamento per giusta causa e quello per giustificato motivo soggettivo?
Hanno natura disciplinare.
E’ sufficiente ritenere di avere ragione e che abbia torto il datore di lavoro per veder riconoscere l’illegittimità del licenziamento dal parte del Giudice?
No. Infatti, anche se nel processo l’onere della prova della fondatezza del licenziamento grava sul datore di lavoro, io dipendente dovrò comunque cercare di dimostrare la legittimità e correttezza dei miei comportamenti ovvero l’infondatezza dei fatti disciplinari…
Nelle cause di lavoro sino a quando posso presentare documenti e testimoni per provare i fatti che pongo a fondamento delle mie ragioni? Posso farlo quando voglio?
Regola fondamentale del processo del lavoro, quale che sia l’oggetto del contendere, è che i testimoni e i documenti che ritengo dimostrino la fondatezza delle mie ragioni o l’infondatezza di quelle del datore di lavoro devono essere indicati nel ricorso introduttivo…
Sono stato licenziato a voce, senza ricevere alcuna comunicazione scritta, è corretto?
No. Il licenziamento orale è nullo e dà diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro.
Cosa posso aspettarmi dal veder riconosciuta in sede giudiziale l’illegittimità del mio licenziamento?
A seconda dei diversi vizi che possono affliggere il licenziamento la Legge prevede diverse conseguenze. Se il licenziamento risulta viziato da una ragione di nullità prevista dalla Legge (perché orale o comminato ad una lavoratrice incinta o in concomitanza del…
Sono un Dirigente, posso avvalermi della tutele previste per i casi di nullità del licenziamento degli altri dipendenti?
Sì.
Sono un Dirigente, le cause giustificatrici che il datore di lavoro può addurre al mio licenziamento sono le medesime applicabili agli altri dipendenti? (giusta causa, giustificato motivo soggettivo, giustificato motivo oggettivo)?
No, sono più ampie. In linea generale, la giusta causa ricorre in presenza di qualsiasi circostanza, anche attinente alla sfera privata, ritenuta idonea a ledere il rapporto di fiducia; si parla altresì di giustificatezza del licenziamento del Dirigente, che si…
Che cosa succede se il datore di lavoro mi assegna allo svolgimento di mansioni superiori alla mia formale qualifica di appartenenza?
Ho diritto a vedermi pagare la maggior differenza retributiva spettante per il livello superiore in cui rientrano le mansioni di fatto da me svolte e per il tempo corrispondente di effettiva adibizione, con l’avvertenza che, se l’assegnazione non sia dovuta…
Sono un Dirigente, al di fuori dei casi di nullità, mi spettano le medesime tutele previste dalla Legge per gli altri dipendenti in caso di illegittimità del mio licenziamento?
No, in linea generale al Dirigente spettano l’indennità sostitutiva del preavviso lavorato nel caso che il licenziamento sia sprovvisto di giusta causa e il preavviso e l’indennità supplementare in caso di licenziamento sprovvisto di giustificatezza; in tale ottica la…
Il datore di lavoro può modificarmi liberamente le mansioni contrattuali assegnandomene di inferiori?
Il datore di lavoro può destinarmi a svolgere mansioni inferiori a quelle per le quali mi assumeva o a quelle superiori che acquisivo durante il rapporto di lavoro, ma solo a seguito di modifica degli assetti organizzativi dell’impresa; le mansioni diverse assegnatemi…
Un accordo scritto con il datore di lavoro con il quale io rinunzi o transi diritti lavorativi riconosciutimi dalla Legge o dalla contrattazione collettiva è valido?
Tali accordi sono validi solo se stipulati nelle sedi protette previste dalla Legge; si evidenzia, però, che l’invalidità di tali accordi può essere fatta valere solo impugnandoli entro il termine di sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o dalla loro…
Posso affermare di essere stato adibito allo svolgimento di mansioni proprie di una qualifica, livello o categoria superiore alla mia sulla base del fatto che svolgo le stesse mansioni di un mio superiore?
No. Può accadere che il mio collega con un livello superiore al mio svolga abitualmente mansioni inferiori a quelle di formale appartenenza, oppure che le sue mansioni siano contrattualmente in gran parte coincidenti con quelle proprie della mia, diversificandosi però…
Che cos’è il licenziamento per giustificato motivo oggettivo?
E’ quello del dipendente per ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro, al regolare funzionamento di essa; può rilevare la situazione di difficoltà economica dell’azienda, ma anche la necessità di rivedere l’organizzazione produttiva pur…
Su che basi posso pensare di poter legittimamente affermare di stare svolgendo mansioni proprie di una qualifica o categoria superiore e rivendicarne la maggior retribuzione se non la stessa titolarità?
Per poter rivendicare la retribuzione di un livello o categoria superiori alla propria occorre confrontare i mansionari contrattuali della propria qualifica di appartenenza formale e di quella superiore rivendicata ed essere in grado di provare a mezzo documenti e/o…
Il datore di lavoro può trasferirmi da un’unità produttiva all’altra?
Sì, se il contratto di assunzione non lo impedisce; il trasferimento, però, deve basarsi su comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
Il datore di lavoro può controllare il mio lavoro tramite impianti audiovisivi e/o strumenti informatici?
No, a meno che tali strumenti non rispondano a diverse ragioni di sicurezza e protezione e la loro installazione sia stata concordata dal datore di lavoro con la RSA o la RSU o l’ITL e sia rispettata la mia privacy.
Ho diritto di lamentarmi con il datore di lavoro per le condizioni di sicurezza e salute del luogo di lavoro o sui rapporti con colleghi o superiori che ritengo dannosi nei miei confronti?
Sì. Il datore di lavoro deve adottare per Legge le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del dipendente e deve quindi intervenire a mia tutela per prevenire ed…
Ho accettato di lavorare in base alla promessa di una prossima regolarizzazione del rapporto di lavoro che però non è mai intervenuta, cosa posso fare per veder regolarizzare il mio lavoro e così pagate le eventuali maggiori differenze retributive contrattualmente spettanti e i contributi?
Spesso il lavoro irregolare viene rilevato dagli Ispettori dell’Ufficio territoriale del lavoro, ma le sanzioni che essi comminano al datore di lavoro non bastano al lavoratore per vedere in concreto riconosciuto il diritto al lavoro o quantomeno i suoi diritti…
Ho iniziato a operare come lavoratore autonomo per un committente, ma dopo i primi tempi tutte le mie energie lavorative sono state assorbite in maniera esclusiva in favore di quello, posso veder riconoscere l’esistenza di un mio rapporto di lavoro subordinato?
Sì, a condizione di essere in grado di riuscire a dimostrare in giudizio a mezzo di documenti e/o testimoni l’esistenza di tale rapporto di lavoro subordinato.
Quali sono gli indici dell’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, cioè le cose che devo dimostrare in giudizio a mezzo di documenti e/o testimoni per veder riconoscere l’esistenza di un mio rapporto di lavoro subordinato?
Devo poter provare di aver eseguito con continuità la mia prestazione lavorativa in favore di chi affermo essere il mio datore di lavoro, di aver percepito da quello una retribuzione a tempo, di essere stato inserito in maniera stabile nella sua organizzazione…
Il contratto individuale di lavoro può prevedere miei trattamenti peggiori di quelli previsti dalla Legge e dalla contrattazione collettiva di riferimento?
In linea generale no e posso agire anche in giudizio per veder riconosciuto il diritto a vedermi applicare le regole più favorevoli in sostituzione di quelle peggiorative previste dal contratto individuale.