La patologia tumorale asbesto correlata si manifesta anche a decenni di distanza dal periodo in cui il lavoratore era stato esposto al rischio di inalazione di fibre e corpuscoli dell'amianto e non sono infrequenti i casi di coloro che manifestano la patologia...
Lavoro dipendente FAQ
Domande frequenti
Cosa si può fare in presenza di un’autopsia attestante che il decesso sia stato determinato da una patologia tumorale e la presenza di un numero di fibre e corpuscoli di amianto tale da far ritenere che la patologia tumorale sia stata a sua volta contratta a causa di un’esposizione lavorativa all’amianto?
L'autopsia può servire al coniuge superstite per vincere eventuali resistenze dell'INAIL e vedersi riconoscere il diritto alla rendita ai superstiti. L'autopsia, inoltre, può servire al coniuge superstite e ai figli per promuovere una causa civile di risarcimento...
Quali sono i danni di cui il coniuge sopravvissuto e i figli possono chiedere il risarcimento all’ex datore di lavoro del proprio caro defunto a causa di una patologia contratta per l’attività lavorativa svolta presso quello?
Premesso che la disciplina della materia è frutto dell'elaborazione giurisprudenziale ed è soggetta a periodici assestamenti, precisazioni e chiarimenti che impongono la necessità di approfondito esame e studio dei singoli casi concreti, in via generale si può...
Ha senso agire in causa contro l’ex datore di lavoro del caro defunto per il risarcimento in via successoria dei danni da esso sofferti nonché dei danni da me personalmente sofferti a causa della perdita del rapporto parentale?
Il lungo tempo trascorso tra l'esposizione lavorativa all'amianto in cui verosimilmente si è contratta la patologia tumorale, la manifestazione della stessa e il decesso comporta spesso che nel frattempo sia cessato di esistere l'ex datore di lavoro dell'epoca, il che...
La accertata patologia tumorale polmonare causativa del decesso è sempre ascrivibile a un’accertata esposizione lavorativa all’amianto del defunto?
La risposta a tale domanda è medica specialistica e nei processi in materia la decisione sul punto viene sempre, infine, demandata alla Consulenza Tecnica d'Ufficio medico legale disposta dal Giudice. In tale prospettiva si può solo dire che, allo stato, si ritiene...
E’ contestabile il licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta?
Tale ipotesi di licenziamento non è per malattia (per sua natura transeunte) e non gli si applica, quindi, la disciplina della conservazione del posto di lavoro per il periodo di comporto. Tale licenziamento rientra nella categoria di quello per giustificato motivo...
E’ legittimo che sia stato licenziato per superamento del periodo di comporto computando in esso anche periodi di assenza dal lavoro connessi a un infortunio sul lavoro o a malattia professionale riconosciuti dall’INAIL?
In passato si riteneva che solo la malattia comune, gestita dall'INPS, fosse computabile nel periodo di comporto e non quella di competenza dell'INAIL, in quanto connessa alla prestazione lavorativa. La giurisprudenza, invece, ritiene che l'origine professionale della...
Ci sono termini da rispettare per impugnare il licenziamento per superamento del periodo di comporto?
Sì e sono quelli soliti, previsti a pena di decadenza, dell'impugnazione stragiudiziale entro 60 gg. dalla comunicazione del licenziamento e dell'impugnazione giudiziale entro 180 gg. dall'effettuazione di quella stragiudiziale
E’ legittimo che sia stato licenziato per superamento del periodo di comporto dopo che avevo già ripreso a lavorare?
Decorso il periodo di comporto il datore di lavoro ha diritto di risolvere il rapporto di lavoro, sicchè il mantenimento di tale rapporto rientra in una sua facoltà discrezionale, correlata all'interesse dell'impresa. La valutazione di tale interesse aziendale può...
Il datore di lavoro è obbligato a concedermi le ferie o l’aspettativa che gli chieda durante il periodo di malattia?
In linea generale no. Il rifiuto delle ferie, però, deve rispondere alle clausole generali di correttezza e buona fede, sicchè deve essere motivato da ragioni organizzative aziendali ostative, non generiche, ma concrete ed effettive